Al suo funerale nessuno: tranne lui

Cartolina

La ricorderà chi ha ben più di una trentina d’anni: la “Cartolina” di  Andrea Barbato era un programma di dieci minuti su Rai3, verso le sette di sera, prima dei TG, ma soprattutto prima di Blob.

Dunque molti ventenni come me di allora incappavano spesso nella figurina pacata di un tale (Barbato) che inviava ogni sera un suo temino a qualche personaggio in relazione ai fatti del giorno. In attesa di Blob, lo si stava a sentire, facendosi un’opinione.

“Eccheppalle”

Parentesi. Un programma del genere esisteva ancora nei primi anni ’90. Fatto solo di parola: un siparietto di buon senso, bella prosa, ironia sottile. Senza contesa, urla, dar di matto, senza ripetersi ossessivamente addosso ognuno il proprio slogan, uno sull’altro: impensabile oggi.

“Eccheppalle” direbbero Ministri Calciatori Escort ai Direttori Di Rete. Nessuno parla più così. I discorsi con un inizio e una fine “ci hanno rotto i coglioni”. Vanno spezzati dai “vergogna”, “stronzo” e chiusi sempre con un bel “vaffanculo” liberatorio.

Poeta “sfigato”

In breve: ho ripescato per caso sul web (dal Fondo Walter Binni) la “Cartolina” del giorno dopo il funerale di Caproni, gennaio 1990. Andrea Barbato si lagnava (tenerello) col parroco dei tempi e del mondo, per il fatto che al funerale del Nostro non c’era nessuno. Nessun pesce grosso.

Anima candida, ne era stupito! Mentre a sorprenderci oggi è la sua ingenua aspettativa di allora: è così serenamente lampante per chiunque che a Ministri Consiglieri Assessori Ragionieri Odontoiatri (i più alti rappresentanti delle istituzioni, eletti o nominati) oggi non gliene potrebbe fregar di meno di faccende del genere.

Tempo

Ma proprio lì viene il bello, emerge chiaro dalla “Cartolina” dell’epoca (val la pena leggerla): i nomi dei qualcuno che non erano presenti, quelli ai quali si allude, che saranno stati implicitamente chiari a chiunque, oggi sono punti di domanda. Chi erano, a chi si riferiva Barbato?

Non c’era nessuno: a distanza di vent’anni non sappiamo più chi doveva esserci. Gli illustri assenti restano assenti, oggi, tra mille anni. Mentre il nome dell’uomo nella cassa, il nome del mucchietto d’ossa, l’invisibile al presente resta presente; il poeta sfigato (…”echeppalle”, sbotterebbero Ministri e Veline con simpatico impeto di sana franchezza in prima serata), sarà per sempre Giorgio Caproni.

Morto una volta, non morirà mai.

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