22 – RIFERIMENTO

“Willst auch du dir Weisheitsliebe erkämpfen?”

“Anche tu vuoi lottare per amore della sapienza?”.

Questa la domanda che precede la risposta qui riportata nei primi tre versi del componimento. Il riferimento è a Il Flauto Magico di Shikaneder (parole) e Mozart (musica), che debuttò a Vienna il 30 settembre 1791. Data che delimita il contesto temporale dei fatti (come è detto ne LA FRANA).

Il Flauto Magico. Atto secondo, scena seconda. Dopo la più buia e tempestosa della più allegorica delle notti, Tamino (il giovane coraggioso principe, l’uomo nobile) e Papageno (l’uomo naturale, il cacciatore sempre allegro, l’alter ego arlecchinesco coprotagonista della fiaba), sono alle porte del Tempio della Saggezza (il vestibolo del Tempio).

Papageno ha buffonescamente paura e non ne fa mistero. Tamino lo rimprovera. Giungono due personaggi, un Oratore e un Secondo Sacerdote. L’Oratore interroga Tamino il quale a pieni voti viene ammesso alle prove successive che la fiaba egizia gli sottoporrà. Il Secondo Sacerdote si rivolge anche a Papageno con la domanda che sappiamo. “Anche tu…?”

No. Papageno (nella lettura pronunciato all’italiana, essendo italiani il lettore e i versi) non è tagliato per la lotta e non cerca la sapienza. Però ha dalla sua un magico sonaglio (il “sistro” delle divinità egizie; così come il Principe ha il suo magico flauto) che gli risolve la vita e gli mostra la via.

Papageno, senza coscienza e coraggio, senza “lume” di ragione, dispone tuttavia di un suo lumicino soprannaturale. A volte, lo sciocco, se ne dimentica pure… Diversamente dall’io narrante della poesia che non può dimenticare il proprio essere radicalmente privo di alcun ausilio o guida; nessun flauto, nessun sistro: nessun “Nume”.

Cerca di “capire”. Ma si scopre “disarmato”: senza gli strumenti adatti. In mezzo a troppo rumore. Senza magici supporti.

Risuonano rime dense. Lume. Nume. Nome. Senza saperlo, nel bel mezzo della più allegorica delle notti, ci si ritrova nella gola della Bestia.

Così: …per via del solo incedere. Inermi.
Senza lottare. Senza conoscere.

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