“La caccia della lingua” (Giorgio Agamben 1990)

“La caccia della lingua” di Giorgio Agamben (Il Manifesto, 23 gennaio 1990)

Dopo la lettura del Conte di Kevenhüller (1986), avevo mandato a Caproni queste note sulla feroce «caccia della lingua» che era il tema ossessivo del suo libro. Era come se il poeta che aveva restituito la lingua italiana all’intatta purezza di una canzone siciliana o stilnovista, avesse ora spezzato la propria musica per misurarsi all’altra – e più terribile – potenza della parola.

L’opera di Caproni resta per me – con quella di Penna – il punto più alto raggiunto dalla lingua e dalla poesia italiana del Novecento.

Nella Bibbia il cacciatore per eccellenza è il gigante Nemrod, lo stesso cui la tradizione attribuisce il progetto della torre di Babele, la cui cima doveva toccare il cielo. L’autore del Genesi lo definisce «robusto cacciatore di fronte a Dio» (10.9), (anzi, «contro Dio» secondo la versione latina più antica, detta Itala) e questa sua qualità venatoria era così essenziale da esser passata in proverbio («da qui nacque il proverbio: come Nemrod robusto cacciatore di fronte a Dio»).

In Inferno 31Dante punisce Nemrod per il suo «mal coto» con la perdita del linguaggio significante («che così è a lui ciascun linguaggio / come ‘l suo ad altrui, ch’a nullo è noto»): egli può soltanto proferire suoni privi di senso («Raphaél may améch zabi almi») oppure, come cacciatore, suonare il corno («…anima sciocca / tienti col corno, e con quel ti disfoga»).

A che cosa ha dato la caccia Nemrod? E perché la sua caccia è «contro Dio»? Se la punizione di Babele è stata la confusione delle lingue, è probabile che la caccia di Nemrod avesse a che fare con un perfezionamento artigianale dell’unica lingua degli uomini, che doveva schiudere alla ragione un potere senza limiti. Questo almeno lascia intendere Dante, quando, per caratterizzare la perfidia dei giganti, parla de «l’argomento della mente» (Inf., 31.55).

È un caso che lo stesso Dante presenti, nel De vulgari eloquentia, la sua ricerca del volgare illustre costantemente attraverso l’immagine di una caccia («cacciamo la lingua» I.XI; «la nostra caccia» I, XV; «ciò che cacciamo» I, XV)e che la lingua così inseguita sia assimilata a una bestia feroce, a una pantera?

Alle origini della nostra tradizione letteraria, nell’immagine della caccia, la ricerca di una lingua poetica illustre si pone così sotto il segno inquietante di Nemrod e della sua caccia titanica, quasi a significare il rischio mortale implicito in ogni ricerca sul linguaggio che voglia in qualche modo restaurarne lo splendore originario.

La «caccia della lingua» è, insieme, tracotanza antidivina, che esalta il potere raziocinante della parola, e amorosa ricerca che vuole invece porre riparo alla presunzione babelica. Ogni serio impegno umano nella parola deve sempre confrontarsi a questo rischio.

Nella poesia dell’ultimo Caproni, questi due temi si stringono fino a coincidere nell’idea di una caccia ossessiva e feroce il cui oggetto è la parola stessa, e che unisce in sé la sfida del gigante biblico ai limiti del linguaggio e la pietosa venazione dantesca. I due aspetti del linguaggio umano (la nominazione di Nemrod e l’amorosa ricerca del poeta) sono ora diventati indistinguibili e la caccia è davvero un’esperienza mortale, la cui preda – la parola – è una bestia che, dice Caproni, «vivifica e uccide» e che, «mansueta e atroce», torna forse per l’ultima volta a vestire il mantello screziato della pantera dantesca (ma una «pantera nebulosa» e «suicida».

La parola si rivolge ora alla sua stessa potenza logica, dice sé, e, in questo estremo gesto poetico, afferra solo la propria insensatezza, appare soltanto nel suo dileguare. La «tuba» che si sente vibrare «in eco» nella musica interrotta dell’ultimo Caproni è l’ultima smorzata risonanza dell’«alto corno» farneticante di Nemrod, del «robusto cacciatore di fronte a Dio».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...