Progetto

Patrocinio Ufficiale del Progetto: il tuo.

Se ti va di farne parte e finanziarlo, anche solo per una minima parte, puoi liberamente farlo o rifarlo, in qualsiasi momento. Ogni singolo contributo è significativo, anche il prezzo di un libro o di un caffè: è amichevole, tiene svegli.  Ti ringrazio.  (Giovanni Succi)

DONAZIONE LIBERA   PayPal / Carte / Bancoposta / ecc.

Audio-blog a puntate

Il progetto dà voce all’ultima composizione in versi di Giorgio Caproni, nell’anno del centenario della sua nascita. Una esecuzione per sola voce delle 95 poesie de Il Conte di Kevenhüller (sua ultima opera composta in vita), lette da Giovanni Succi, diffuse settimanalmente in formato audio attraverso questo blog. Fino al completamento dell’opera nell’arco del 2012.

Settembre 2012: il progetto sarà suggellato dalla pubblicazione in vinile delle letture per l’etichetta discografica TARZAN RECORDS (http://www.tarzanrecords.com) e da eventi di lettura di Giovanni Succi dal vivo, il cui calendario è in via di definizione. Per informazioni  sulla pubblicazione sui readingseventi@tarzanrecords.com (Letizia Merello).

Fine ultimo è quello di un contributo alla diffusione della conoscenza di uno dei più grandi poeti del Novecento, in modo consono alla sua poetica, attraverso i mezzi disponibili alla nostra contemporaneità.

Cosa accade in breve

Il fulcro della vicenda (la caccia alla Bestia) prende il via il 14 luglio 1792, con l’Avviso del Conte. Esattamente il 14 luglio 2011 lo stesso Avviso viene lanciato su queste pagine dove, settimanalmente, verranno rese disponibili all’ascolto e al download le letture dei componimenti che seguono. A dare fiato e corpo alle parole sarà la voce di Giovanni Succi.

Aggiornamenti: è possibile iscriversi al blog oppure attraverso Facebook e  Twitter.

Poi

Poi tutto il materiale di questo blog rimarrà disponibile a chiunque, senza scadenza; sospeso (come l’ultimo brano: Sospensione). In puro stile caproniano quella fine sarà – forse – un inizio.

Perché audio

In più occasioni documentate, Caproni si disse convinto della valenza ulteriore della poesia letta, sonante, detta: approfondimenti in merito sono alla portata di chiunque vi si approcci con curiosità. Egli auspicò spesso per i propri versi una esecuzione vocale. Allude sovente ai versi come ad uno spartito, alla raccolta come ad un’Operetta, e lo spartito (a rigor di logica) andrà pur eseguito, se vale. E Caproni vale.

Per sola voce

Lo strumento che esegue il testo, lo strumento per cui è scritto, è la voce umana. Niente altro. Qualsiasi fronzolo o accompagnamento musicale o sottofondo sarebbe arbitrario, semplicemente perché non previsto nello spartito originale, che non richiede perfezionamenti, essendo perfetto in sé. Se sulla pagina c’è il bianco, nel sonoro c’è il silenzio. Qualsiasi altro siparietto arbitrario è superfluo (per quanto in voga presso i media odierni quando propongano letture di versi), se non stucchevole  o addirittura ridicolo.

Vi assista la partitura

Con la massima attenzione alla poetica, al testo e alle indicazioni dell’autore, o anche solo agli indizi di sue volontà, disseminati ovunque. Caproni rilasciò in molte occasioni indicazioni precise, quasi registiche, su ciò che riteneva apprezzabile o deprecabile in una lettura per voce della sua poesia, per la fortuna di chiunque vi si volesse cimentare. Oppure a volte soltanto prove indiziali nei titoli, nel testo.

Indizi e prove

Gli indizi sono ovunque, mentre molte di quelle indicazioni precise sono raccolte nel volume “Era così bello parlare. Conversazione radiofonica con Giorgio Caproni” (ed. Il Melangolo, Genova 2004), trascrizione di quattro lunghe interviste in diretta su Rai Radio3 nel gennaio del 1988. In quella sede l’autore sostiene che, come per uno spartito, la bravura dell’esecutore di certo fa la differenza in positivo o in negativo nella resa di un testo; ma si rammarica del fatto che troppo spesso gli attori finiscano col rendere un cattivo servizio, eludendo le rime o “recitando” il testo: Caproni si dice infastidito dall’enfasi attoriale (il diffuso atteggiamento istrionico di chi si approccia alla poesia declamando pomposamente sé stesso).

Quindi come

Obiettivo primo dell’impresa presente (perché di impresa si tratta: lasciare traccia – la prima e si spera non ultima – di una esecuzione vocale di questa partitura) è quello di dare esecuzione e diffusione all’opera in versi di Caproni senza contravvenire ad una tale chiarezza di disposizioni circa il come, ricercando una sorta di neutralità intimamente partecipata nella lettura, rifuggendo i vezzi dell’artificio dell’attore.

Bianco uguale silenzio

L’esecutore che si è lanciato in questa caccia, Giovanni Succi, lo ha fatto con lo spirito umile dello strumentista, che mai si ritiene superiore all’autore al quale presta l’azione. Un esecutore attento (non il virtuoso, non il fenomeno, non il divo) malleabile e pronto a tacere dove deve. Senza enfasi, con precisione, con freddezza (senza retorica, si direbbe impropriamente), senza urgenza. Ogni punteggiatura o spazio ha una sua pausa. Più spazio, più pausa. Con il nulla intorno. Diligentemente. Cercando di evidenziare rime, assonanze e ritmi presenti sulla pagina. Con lo stesso atteggiamento di quella che in letteratura è l’edizione critica di un testo, cioè con scrupolo di esattezza verso la lezione originale, riferito però alla dizione della pagina, diffusa sul web, in formato audio.

Una delle possibili

Questa rimane una delle esecuzioni possibili senza la pretesa di essere la lezione definitiva, anzi: è una interpretazione personale, non potrebbe essere altrimenti, essendone l’interprete una persona. Magari ne venissero altre:  avremmo molte soluzioni a confronto per uno stesso spartito, come accade in ambito musicale o per opere poetiche più diffuse. Ognuno darebbe una propria versione. Del resto il Direttore (l’autore) non è più qui a dirigere l’orchestra, un colpo ha freddato anche lui. Ancora una volta, ci assista la partitura.

Esecuzioni

Si è detto esecuzione per sola voce. Pare ancor più appropriato se si pone mente a come un’altra esecuzione sia uno dei temi dominanti dell’intera opera: il fine della caccia è l’uccisione della Bestia.

  1. daniela

    Un grande autore merita l’attenzione di menti curiose. Sicuramente quella di Giovanni Succi accompagnerà tanti come me in questo viaggio alla scoperta di Caproni.

  2. Riccardo

    Io ti ringrazio perché proprio grazie al tuo lavoro, alla tua voglia di dar aria alle parole di questo grandissimo poeta hai fatto conoscere a me le sue poesie, aiutandomi così a vivere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...